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“Senza Italia non esisterebbe la musica”

Saturday, November 16, 2002
Paola Pariset - Il Tempo

ALEXANDER Toradze georgiano di New York, oggi, lunedì e martedì prossimi all’Auditorium di via della Conciliazione eseguirà con l’Orchestra si Santa Cecilia diretta da Yutaka Sado (che proporrà la “Sinfonia n. 86 in re maggiore” di Haydn) il “Concerto per pianoforte e fiati” di Stravinskij del 1924.
Ma il suo pensiero corre ai pianisti del “Toradze Piano Studio, la sua creatura, un laboratorio presso l’Indiana
University South Bend, che approfondisce l’integrale pianistica di musicisti internazionali, eseguendola poi nel mondo.

Anche in Italia, maestro?
"Soprattutto in Italia, e più che negli USA. Al Festival di Stresa veniamo da quattro anni: e per la stagione universitaria dei concerti alla “Sapienza” eseguiremo la musica pianistica di Prokofiev, sette ore con un intervallo."

Ma sono maratone: come reagisce il pubblico?
"Lo dice il New York Times di questi giorni, per l’integrale delle sonate di Scriabin: un successo, nessuno si è mai distratto un momento."

Non è un rischio impegnare gli ascoltatori così a lungo?
"Il segreto è l’esecuzione di più solisti: l’attenzione resta sempre desta. Ho 14 pianisti ottimi di tutte le età, insieme elaboriamo questi monumenti."

Il concerto odierno da solista ha per lei un interesse minore?
"Al contrario: se non restassi talora solo con me stesso, non potrei dare nulla al mio Studio."

Cos’è per lei l’Italia?
"L’Italia! La musica non sarebbe quella che è, se non ci fosse stata l’Italia. Ed io sono molto affezionato all’antichissima Accademia di Santa Cecilia."

Ma anche la Russia…
"Il pubblico non sa nemmeno quanto abbia composto per pianoforte Stravinslij: abbiamo riscoperto una sua sonata giovanile del 1908, ormai dimenticata, e a S. Pietroburgo il successo è stato tale che abbiamo dovuto ripeterla dopo due giorni. Questo “Concerto per pianoforte e fiati” è un grande tentativo di unire la musica orientale e occidentale."

Alexander Toradze ne accenna al piano i primi due temi, che rimandano a motivi della Chiesa Cattolica ed Ortodossa.

Anche alla musica bizantina?
"Si, ma ascolti cosa divengono, passando alla mano destra. Una esplosione di follìa timbrico-ritmica. Ecco le danze, le marionette, la musica di strada di Straviskij."

E una grande tradizione anche della sua Giorgia?
"Certamente. Stravinskij, quando nel 1965 ne udì un canto popolare medievale, disse di aver avuto la più grande emozione della sua vita."



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